
(AGENPARL) - Roma, 17 feb - “Auspichiamo che l’interrogazione presentata ieri dall’onorevole Aldo Di Biagio al ministro del Welfare, Elsa Fornero, sul mancato avvio della previdenza complementare per le Forze di Polizia, ‘risvegli’ l’attenzione di Governo e Parlamento su un grave problema, che si trascina ormai da quasi 20 anni e che riguarda oltre 400.000 lavoratrici e lavoratori, tra poliziotti e militari”.
Così in una nota il Coordinamento nazionale Sicurezza dell’Ugl, spiegando come “con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, previsto dalla riforma Dini, la quasi totalità degli agenti del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico andranno a percepire un assegno pensionistico pari al 50 - 60 per cento dell’ultima retribuzione e, considerando lo stipendio medio di un agente, rischieranno di essere i futuri poveri se non si interverrà rapidamente anche con la previdenza complementare. Il provvedimento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico delle Forze di Polizia, previsto dal decreto ‘Salva Italia’, - conclude -, non potrà essere certamente uno strumento risolutivo per la questione ma potrà e dovrà essere l'occasione per aprire un confronto serio, sereno e costruttivo tra tutte le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti dell'esecutivo”.